Pizza e lacrime, Risate e rinascita. Assieme oltre la tristezza.

FERIE FINITE, PAURE INFINITE
Al rientro dalle ferie decido di raccogliere quel poco di coraggio che mi è rimasto e telefono ad una mia cara amica. “Alba ho bisogno del tuo aiuto, possiamo vederci?”. Alba, Albina all’anagrafe, è una bella ragazza, qualche anno meno di me, una di quelle donne che hanno ben chiaro cosa vogliono dalla vita. Eppure anche lei, in un momento triste della sua vita, ha seguito un percorso psico-terapeutico. La vita le ha riservato amare e dolorose sorprese, togliendole in un minuto il suo unico e grande amore. Un colpo di sonno, la macchina che inizia a volteggiare lungo un rettilineo e un maledetto albero troppo grande e grosso che ferma la sua corsa.
NULLA PIÙ
Nulla, non era rimasto da fare nulla per quel ragazzo alto e con gli occhi scuri, con un sorriso che ti catturava al primo sguardo. Nemmeno un piccolo brandello del suo bellissimo corpo poteva essere donato. Nemmeno l’illusione che qualcosa di fisico di quel suo amore potesse rimanere su questa terra. La mia amica aveva pianto, si era disperata. Per un po’ di tempo aveva anche smesso di rispondere al telefono. Era una sofferenza continua, le chiamate che gli amici le facevano come gesto di affetto, erano per lei insopportabili. Sul letto aveva lasciato il pigiama di lui, sulla mensola del bagno era rimasto il suo dopobarba, esattamente nella stessa posizione in cui l’aveva lasciato lui quella maledetta sera. In cucina era rimasto il barattolo della Nutella, secca e scaduta.
Aveva poi trovato la forza di affrontare un trasloco pur di tentare di cambiare qualcosa della sua vita ormai sgangherata. Un piccolo appartamento appena fuori dalla nostra citta’ le era sembrata la scelta giusta. Ad ovest nei giorni più limpidi si vedevano all’orizzonte le montagne, davanti casa si era ripromessa di curare un piccolo giardino, ma a distanza di mesi quel pezzettino di terra era rimasto incolto. Nuovi mobili e nuove stanze non avevano portato la luce che lei cercava. Gli incubi continuavano, i fantasmi la accompagnavano da una stanza all’altra, dalla cucina alla camera. A volte le sembrava quasi di sentire il rombo dell’auto, quell’auto che aveva tradito entrambi, il clacson che lui aveva preso l’abitudine di suonare quando arrivava davanti al cancello come per dirle “Amore, sto arrivando, ancora un secondo e le mie labbra saranno tra le tue”.
Anche lei come me si era ritrovata a non riconoscersi piu’, a non aver piu’ nessun motivo per alzarsi, per truccarsi, per farsi bella davanti allo specchio. Nessun motivo per continuare a vivere.
PIZZA E CONFIDENZE
Arrivo all’appuntamento con Alba un po’ in anticipo. Fuori dalla pizzeria di Enzo, artista nel preparare la vera pizza napoletana, la vedo scendere dall’auto. E’ tornata l’Alba di un tempo, passo sicuro e bella più di prima. Tra un boccone e l’altro, mi racconta di come con fatica ha deciso l’inverno scorso, di affrontare una terapia psicologica, delle prime volte in cui riusciva a trovare una serie di scuse perfette pur di evitarla, e di come poi con il passare del tempo si era accorta che poteva funzionare. “Certo non è stata una passeggiata” sussurra Alba sorridendo e poi mi confida che però un po’ alla volta ricompare la voglia di tornare a respirare, inizi a far pace con il passato, con gli scheletri che vagano nella tue notti ed arrivi ad accettare anche le sofferenze che la vita riserva a tutti.
CHIAMO O NON CHIAMO?
Mi scrive il numero della sua dottoressa su un tovagliolo di carta e lo circonda con un cuore. “Ecco, ora puoi decidere se aprire il tuo cuore a questo numero di telefono oppure gettare il tovagliolo nel cestino” Alba è sempre stata originale. Bastava un messaggio sul cellulare, condividere il contatto e tutto sarebbe stato più semplice. Invece ha scritto quel numero su un pezzo di carta, un tovagliolo che quando finisce di essere utile viene gettato. La guardo con aria interrogativa e lei, che mi conosce bene, inizia a spiegarmi quel suo strano gesto. “Non tutto nella vita è semplice, le occasioni vanno prese al volo altrimenti rischi di finire i tuoi giorni in un cestino, rendendo tutto inutile, per te e per gli altri”. Parole che mi entrano dentro.
IMMOBILE
La mia mente è bloccata, immobilizzata dalla fatica che percepisce di dover affrontare. Sicuramente non sarà tutto immediato, ne un colpo di spugna e quattro chiacchiere con una psicologa mi faranno tornare nuova. Però qualcosa si sta muovendo dentro di me, qualcosa mi spinge a tornare a lottare per poter riassaporare il dono della vita. Sarà solo una lunga salita e una dura battaglia? E soprattutto di chi sarà la vittoria?
Abbraccio e saluto Alba guardandola con un pizzico di invidia. A stento riesco a zittire quella odiosa parte di me che mi ripete “non ci riuscirai mai”.
La sera nel letto, dopo le mie preghiere, capisco che è arrivato il momento di decidere su che strada continuare a lasciare le mie impronte.