
Voglia di mare
Da poco e’ suonata la sveglia. Fortunatamente la pizza di ieri sera non ha portato visioni spaventose e sogni malvagi. Anzi, forse ho riposato come non mi accadeva da tempo. Sarà stata la chiacchierata con Alba, sarà stato il tovagliolo che ho lasciato sul tavolo in cucina, ma posso dire che stamattina mi sento in forma.
Mentre mi vesto, fisso la mia immagine allo specchio e l’abbronzatura mi riporta alla mente le ultime vacanze estive.
Ricordo esattamente come avevo percepito il bisogno di sentire il sole che mi asciugava l’umidità accumulata durante l’inverno. Ricordo le sere passate a vagabondare tra siti di villaggi pugliesi. Non potevo sbagliare la scelta. Tutto deve essere perfettamente perfetto.
Nei giorni prima della partenza, avevo ammirato l’immagine della masseria salvata sul cellulare. Poche camere immerse tra ulivi e serre di aloe. Quello era il posto perfetto, lontano da folla e rumori.
Chiudo gli occhi e ricordo
Le lunghe ore di viaggio verso Lecce mi sembrano un’eternità. L’autostrada si trasforma in un lungo recinto senza via di fuga. Mi manca l’aria. Cerco di distogliere la mente riguardando la foto sul cellulare. “Molto carino questo posto” penso ” qui riuscirò ad allontanare pensieri negativi ed angosce”.
Il cuore però batte sempre più forte, lo sento in gola come un suonatore di tamburo. Un sorso d’acqua, un cioccolatino, ma nulla riesce a calmare questo maremoto che scombussola cuore e mente. Controllo sul navigatore quanti chilometri mancano alla meta. 200, 150, un’eternita’. Sono arrabbiata con me stessa. Io, abituata ad essere perfetta, ad avere sempre tutto sotto controllo, a non aver crepe che possano far presagire un possibile crollo, sono qui, in auto, sudata, agitata, sconvolta. La pancia, lo stomaco si dilatano per rimpicciolirsi improvvisamente. Evito di chiudere gli occhi per non far scendere le lacrime.
Penso, rifletto, ma non trovo valide spiegazioni sul perché anche in ferie questi maledetti attacchi di panico riescano a rovinarmi l’esistenza.
“Quando torno devo necessariamente trovare una soluzione”.
Ora o mai più
Il suono di un messaggio mi riporta alla realtà: io, l’abbronzatura e la soluzione che non riesco a trovare. Eppure ho passato ore a leggere per cercare di comprendere e trovare una spiegazione. Un motivo, una logica in tutto ciò deve esistere.
Leggo il messaggio. E’ Alba, mi chiede se ho gettato il tovagliolo. Non ancora, le rispondo. Cerco le chiavi dell’auto nella borsa, il lavoro in ufficio mi aspetta. Stasera al mio rientro ho deciso che userò il numero nel cuore.